Roseto 2027, l’enigma delle dieci poltrone: tutti corrono insieme, ma solo pochi arriveranno al traguardo

Roseto degli Abruzzi (TE) – Dieci consiglieri alla maggioranza, sei all’opposizione, oltre al sindaco. Sulla carta il conto è semplice. Molto meno semplice rischia di essere, invece, la partita per conquistare quei dieci seggi quando a Roseto si presenteranno al voto le tante liste civiche e politiche che stanno prendendo forma in vista delle amministrative del 2027.
Il principio della fisica che si applica alla politica
C’è una legge fisica, l’entropia, che dice più o meno questo: ogni sistema lasciato a se stesso tende naturalmente verso il disordine, a meno che qualcuno non spenda energia per tenerlo in ordine. Sostituite “sistema” con “coalizione elettorale” e avrete fotografato esattamente quello che sta accadendo a Roseto. Più si allarga il perimetro delle liste per tenere tutti dentro, più cresce il disordine interno che prima o poi, cioè il giorno dopo il voto, bisognerà riportare a un equilibrio. E l’equilibrio, in politica, si chiama spartizione dei seggi, ma non solo: si chiama anche spartizione delle deleghe e degli assessorati, perché il Consiglio comunale è solo metà della partita. L’altra metà si gioca in Giunta.
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Il meccanismo di assegnazione dei seggi passa attraverso i risultati ottenuti dalle singole liste e il sistema previsto dalla legge elettorale per i Comuni sopra i 15mila abitanti. In sostanza, più liste vengono messe insieme, più aumenta la necessità di fare i conti con i voti realmente raccolti da ciascuna componente. E così una coalizione molto larga può diventare, dopo il voto, un vero e proprio rompicapo interno.
Il Pd e l’area di Nugnes: una notizia che Radio Roseto aveva già anticipato
A rendere ancora più intricato il quadro è quanto riportato questa mattina dal quotidiano «Il Centro» proprio sul rapporto tra l’attuale maggioranza e il Partito Democratico. Una traiettoria che, va detto, Radio Roseto aveva già anticipato un paio di giorni fa, quando avevamo raccontato il primo avvicinamento tra il Pd e l’area che fa capo al sindaco Mario Nugnes. Oggi quella lettura trova conferma piena: secondo quanto riferito da «Il Centro», la maggioranza non avrebbe chiuso le porte al Pd, e Giulio Sottanelli, deputato di Azione, ha confermato la possibilità di un nuovo incontro tra la commissione di Spazio Civico e la segretaria cittadina del Pd Emanuela Ferretti. «Io non ho partecipato agli incontri precedenti, ma di certo non posso negare che ho a cuore le sorti della mia città», ha dichiarato Sottanelli.
Il tema è quello del possibile «Patto per l’Abruzzo» anche a Roseto, già discusso nei mesi scorsi. Il Pd ha chiesto a Spazio Civico di chiarire se quel percorso possa essere ripreso, mentre lo stesso sindaco Mario Nugnes ha evidenziato le difficoltà nel ricreare a livello locale lo schema regionale, anche alla luce della volontà dell’attuale maggioranza di non inserire simboli di partito nella coalizione, con l’eccezione di Azione.
Nei prossimi giorni, sempre secondo quanto riportato da «Il Centro», dovrebbero inoltre definirsi i rapporti con «Progetto Roseto» dell’ex assessore Alessandro Recchiuti e con l’area «Casa Riformista-Italia Viva», rappresentata localmente da Giovanni Proti e dall’ex consigliere Pd Marco Angelini. Anche in questo caso, non potendo utilizzare il simbolo di Italia Viva, l’orientamento sarebbe quello di presentarsi attraverso una lista civica.
La tempesta perfetta: anche Lega e Forza Italia verso Nugnes?
Ed è qui che il quadro rischia di farsi davvero esplosivo. Dopo la frattura pubblica aperta dalla candidatura di Vanessa Quaranta, con Lega, Forza Italia e Udc rimaste fuori dal progetto di Fratelli d’Italia e Noi Moderati, stando a quanto si vocifera negli ambienti politici cittadini anche Lega e Forza Italia starebbero valutando un possibile avvicinamento proprio all’area del sindaco uscente Mario Nugnes. Se questo scenario dovesse concretizzarsi, ci troveremmo davanti a una vera e propria tempesta perfetta: da una parte un centrodestra spaccato in due tronconi contrapposti, con una fetta consistente confluita nella coalizione dell’avversario; dall’altra una maggioranza uscente capace di attrarre contemporaneamente pezzi di centrodestra, pezzi di centrosinistra e liste civiche di ogni provenienza, in un contenitore sempre più largo e sempre più difficile da tenere insieme il giorno dopo il voto.
Il conto dei voti portati: e dopo chi bussa alla porta?
Ed è proprio qui che nasce il grande interrogativo: quante liste finiranno effettivamente dentro la coalizione che sosterrà il candidato sindaco? E, soprattutto, quanti consiglieri riuscirà a eleggere ciascuna?
E qui arriva il punto che la cronaca politica, per pudore o per convenienza, tende a non scrivere mai esplicitamente: in politica, come insegna la saggezza popolare, nessuno fa niente per niente. Chi porta voti a una coalizione lo fa aspettandosi qualcosa in cambio. Il giorno dopo le urne, qualcuno dovrà bussare alla porta di chi ha vinto e chiedere il conto di quei voti portati. E a quella porta non si busserà soltanto per un posto in Consiglio: si busserà soprattutto per richiedere gli assessorati, le poltrone vere, quelle che contano davvero nella gestione quotidiana della macchina comunale. E non è affatto detto che la porta si apra per tutti, né che dietro quella porta ci sia esattamente ciò che era stato promesso durante la campagna elettorale.
Ma davvero il gioco vale la candela?
Roseto non è un piccolo Comune. È il centro più popoloso della provincia di Teramo dopo il capoluogo e uno dei principali Comuni della costa abruzzese. Governare una realtà di queste dimensioni richiede una maggioranza che, dopo il voto, dovrà trovare un equilibrio non soltanto tra sindaco e assessori, ma anche tra consiglieri, liste, gruppi e rappresentanze politiche.
Nel frattempo, i vertici regionali e nazionali dei partiti osservano una situazione che, almeno per ora, appare tutt’altro che ricomposta. Nel centrodestra la candidatura Quaranta ha prodotto una frattura pubblica che, se le voci su Lega e Forza Italia dovessero confermarsi, rischia di allargarsi ulteriormente; nel centrosinistra il Pd dialoga con l’area Nugnes, mentre resta aperto il confronto con le altre forze progressiste. E la domanda resta sul tavolo: i partiti regionali e nazionali intendono davvero intervenire nel caso Roseto (almeno spero) per riportare un certo ordine alle cose, rischiando anche il ballottaggio, oppure lasceranno che la partita venga decisa interamente dai gruppi locali, che a nostro modesto parere potrebbero portare al caos e a tanta gente scontenta?
A maggio 2027 manca ancora tempo. Ma la corsa è già cominciata. E, a Roseto, prima ancora di contare i voti, qualcuno ha già iniziato a contare i posti. E, probabilmente, anche gli assessorati.









