Montorio, via la falce e martello. Altitonante c’è, eccome se c’è: «Opera pericolosa per i cittadini»

Il muro del lungofiume Vomano a Montorio, dove era fissata la falce e martello ora rimossa

Montorio al Vomano (TE) – A Montorio al Vomano la falce e il martello non sono più sul muro. Ma, a giudicare dal dibattito esploso in paese, sono comparsi un po’ dappertutto: sui social, nelle polemiche politiche, nei ricordi dei montoriesi e perfino nelle richieste ufficiali di chi vorrebbe riportare quel simbolo a casa. La notizia viene riportata dal quotidiano Il Centro, in un articolo firmato da Adele Di Feliciantonio.

Il sindaco Altitonante firma l’ordinanza di rimozione

Il sindaco di Montorio, Fabio Altitonante, ha firmato l’ordinanza che ha disposto la rimozione del grande manufatto in ferro battuto rosso, risalente agli anni Cinquanta e considerato da una parte della comunità un simbolo delle lotte operaie e sindacali del Vomano.

📢 Spazio Pubblicitario — Contattaci: radioroseto@gmail.com

Una questione di sicurezza, non di ideologia

La motivazione, però, non sarebbe ideologica. Almeno secondo il Comune. Il problema, spiega l’ordinanza, è la sicurezza: il manufatto era fissato al muro con «sistemi di ancoraggio artigianali», presentava ossidazione e degrado e, secondo le verifiche tecniche, non era possibile escludere un rischio di distacco.

Rimosso durante i lavori sul lungofiume

Il simbolo è stato quindi rimosso durante i lavori di messa in sicurezza del lungofiume Vomano. La falce e il martello sono spariti, ma la loro ombra è rimasta impressa sul muro. L’ordinanza prevede che il manufatto venga conservato in un deposito idoneo, protetto dagli agenti atmosferici e tracciabile, vietandone distruzione, cessione, modificazione o alienazione.

Le reazioni: l’ex sindaco Di Centa e l’Anpi

A Montorio il ferro ha fatto scattare il fuoco politico. L’ex sindaco Gianni Di Centa parla di «atto miope contro l’identità di Montorio» e rivendica quel simbolo come patrimonio della comunità, non di un singolo partito. L’Anpi ha chiesto di conoscere dove verrà custodito, proponendo un percorso di restauro e valorizzazione.

La richiesta formale del Pd locale

Il Pd locale, con il segretario Mario Tertulliani, è andato oltre, presentando una richiesta formale al Comune per ottenere l’affidamento del manufatto.

Chi applaude alla rimozione

Dall’altra parte c’è chi applaude alla decisione e ricorda che per anni quella struttura era rimasta praticamente nascosta dalla vegetazione. La domanda, provocatoria, è: se era così importante, perché nessuno se n’è occupato prima?

Una vicenda che riapre il dibattito su storia e memoria

Ed è qui che la vicenda diventa più interessante del semplice «falce e martello sì, falce e martello no». Perché in fondo quel pezzo di ferro rosso è riuscito in un’impresa che la politica contemporanea raramente riesce a compiere: riportare tutti a discutere di storia, memoria, lavoro, antifascismo, identità e persino di un muro del lungofiume.

Con una differenza sostanziale: oggi la falce e il martello non rischiano più di cadere sulla testa di qualcuno. Rischiano, semmai, di cadere nuovamente al centro della contesa politica.

E adesso la domanda è una sola: dove finirà la vecchia falce e martello? Perché il manufatto è stato rimosso. La polemica, invece, sembra appena cominciata.

Foto: quotidiano Il Centro

📢 Spazio Pubblicitario — Contattaci: radioroseto@gmail.com

Potrebbero interessarti anche...