Teramo, pronto soccorso al collasso: «Un ospedale che aspira al DEA di secondo livello non può chiudere per sovraffollamento»

Pronto soccorso dell'ospedale Mazzini di Teramo

Teramo (TE) – Pronto soccorso in affanno, pazienti in attesa e presidi costretti a limitare gli accessi per sovraffollamento. Una situazione che, secondo UGL Salute Abruzzo, non può più essere considerata un’emergenza occasionale, soprattutto quando a entrare in crisi è anche l’ospedale hub della provincia.

L’effetto domino tra spoke e hub

Il problema non riguarda soltanto i presidi periferici. Atri, Giulianova e Sant’Omero devono fare i conti da tempo con la carenza di medici, infermieri e specialisti. L’assenza di consulenze specialistiche direttamente disponibili negli ospedali spoke comporta inevitabilmente la centralizzazione dei pazienti più complessi verso il Mazzini di Teramo.

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Il risultato è un vero e proprio effetto domino: ogni specialista mancante in un presidio periferico può tradursi in un trasferimento in più verso Teramo. Ma quando anche il pronto soccorso dell’hub raggiunge la saturazione, l’intero sistema dell’emergenza-urgenza rischia di andare in difficoltà.

Il nodo dell’assistenza territoriale

Secondo il sindacato, a monte del problema c’è anche il nodo irrisolto dell’assistenza territoriale. Le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità, previsti dal DM 77/2022, avrebbero dovuto rappresentare uno dei principali strumenti per ridurre la pressione sui pronto soccorso. Senza un numero adeguato di medici di medicina generale, specialisti e personale infermieristico, però, queste strutture rischiano di non svolgere pienamente la funzione per cui sono state pensate, scaricando nuovamente la domanda sanitaria sull’emergenza-urgenza.

Come si misura il sovraffollamento

Il sovraffollamento dei pronto soccorso non è una percezione soggettiva, ma viene misurato attraverso l’indice NEDOCS, strumento validato che valuta in tempo reale il rapporto tra numero di pazienti presenti e risorse disponibili. Quando l’indice supera quota 100, il pronto soccorso viene considerato sovraffollato; oltre 140, la situazione viene classificata come gravemente sovraffollata.

Le misure previste dalla Regione

La Regione Abruzzo, con la DGR n. 493 del 2025, ha previsto una serie di interventi da attivare al superamento delle soglie di criticità: posti letto riservati quotidianamente al pronto soccorso, dimissioni programmate anche nei giorni festivi, temporaneo blocco dei ricoveri non urgenti, potenziamento del personale e possibilità di utilizzare aree di ricovero esterne al pronto soccorso.

La domanda del sindacato

È proprio su questo punto che UGL Salute Abruzzo chiede risposte precise. Se un pronto soccorso periferico entra in sofferenza, la situazione può essere ricondotta anche alla carenza di specialisti. Ma se a saturarsi è anche il Mazzini, struttura candidata a diventare DEA di secondo livello, la questione assume una dimensione diversa. «Che uno spoke vada in affanno è grave ma prevedibile», sottolinea il sindacato. «Che ad andare in difficoltà sia l’hub di un ospedale che aspira a diventare DEA di secondo livello, in una regione che è l’unica in Italia a non averne ancora individuato uno, impone una domanda seria: quelle misure sono state attivate, oggi come nelle altre giornate critiche di questa estate?».

Il commento del segretario Matteucci

A intervenire è Stefano Matteucci, segretario regionale di UGL Salute Abruzzo, che punta il dito contro una situazione ricorrente. «Ogni anno si ripetono le stesse identiche criticità e ogni anno si risponde con gli stessi annunci», dichiara Matteucci. «Serve rafforzare davvero l’organizzazione dei pronto soccorso e gli organici, a partire dagli specialisti nei presidi periferici».

Il segretario chiede inoltre alla ASL di Teramo di chiarire la situazione delle admission room e discharge room, strutture inaugurate dall’azienda sanitaria lo scorso febbraio. «Chiediamo anche alla Asl che fine abbiano fatto le admission room e discharge room tanto decantate e inaugurate a febbraio di quest’anno e se siano attualmente in uso a supporto dei pronto soccorso», conclude Matteucci.

Una domanda sul futuro del sistema

Per UGL Salute Abruzzo, il problema non riguarda soltanto il sovraffollamento estivo, ma l’intera organizzazione della rete sanitaria provinciale: personale insufficiente, carenza di specialisti, assistenza territoriale non ancora pienamente operativa e pronto soccorso costretti a farsi carico di una domanda che dovrebbe essere intercettata prima dell’arrivo in ospedale.

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