L’Aquila, arrestato il “braccio destro” della banda della cocaina: latitante da un anno, rintracciato in Polonia

L’Aquila (AQ) – Un arresto internazionale per spaccio L’Aquila mette fine a un anno di latitanza. L’uomo, un cittadino macedone, era sfuggito al blitz del novembre 2024 condotto dalla Squadra Mobile e dalla SISCO di L’Aquila.
L’arresto per spaccio a L’Aquila arriva dopo mesi di ricerche
Le ricerche internazionali hanno portato al suo rintraccio in Polonia. L’uomo è stato tradotto in Italia, con l’arresto eseguito dalla Polizia di Frontiera Aerea allo scalo di Fiumicino. È stato quindi trasferito nella Casa Circondariale di Rieti.
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Un’organizzazione con 650 clienti
L’indagine, condotta dalla Sezione Antidroga della Squadra Mobile tra il 2022 e il 2024, aveva ricostruito un’associazione dedita allo spaccio, attiva tra L’Aquila e il Lazio. L’organizzazione contava circa 650 clienti, con un giro d’affari rilevante.
Ruoli precisi e gerarchie interne
Gli inquirenti avevano documentato una struttura organizzata: ruoli definiti tra gli associati, gerarchia interna chiara, auto intestate a prestanome e telefoni dedicati affidati ai pusher.
Ventotto misure cautelari nel 2024
Nel novembre 2024 erano scattate 22 misure in carcere e 6 ai domiciliari. Quattro indagati erano riusciti a fuggire all’estero. Tutti, uno dopo l’altro, sono stati rintracciati e arrestati grazie a mandati di arresto europeo.
Il ruolo di vertice dell’uomo arrestato
L’uomo era il braccio destro del capo dell’organizzazione. Gestiva personalmente le cessioni di cocaina a L’Aquila e a Roma. Individuava i luoghi per nascondere la droga. Eseguiva direttamente le consegne, come documentato in più occasioni. Resta fermo il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.










