Nugnes e la sicurezza: perché solo ora, a fine mandato?
Roseto degli Abruzzi (TE) – Il sindaco Mario Nugnes è tornato a parlare di sicurezza in città, usando una parola precisa: strumentalizzazione. Secondo il primo cittadino, alcuni fatti di cronaca sarebbero stati gonfiati da un’informazione che vive di click e di like, creando un allarmismo che i numeri, a suo dire, non giustificherebbero. Proviamo allora a mettere in fila quello che è realmente accaduto a Roseto nelle ultime settimane, e a farci una domanda che finora nessuno ha posto direttamente all’Amministrazione.
I fatti, senza filtri
Un ragazzo sequestrato in un’abitazione della città, minacciato con un’arma, bruciato con una sigaretta, ferito con una tenaglia. Liberato solo grazie a un blitz dei Carabinieri con negoziatore e zona transennata. Nell’appartamento, i militari hanno trovato quasi 7 chili di droga, 7mila euro in contanti veri e altri 7mila euro in banconote false. Due arresti immediati, poi un terzo nei giorni successivi: un 25enne italiano di origine albanese, individuato dalle indagini successive e finito in carcere su ordine del Gip. Un’inchiesta che, invece di chiudersi, si allarga.
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Nella stessa settimana, una rissa al pontile con un ragazzo di 24 anni finito in ospedale con traumi alla testa. E poi la notte di Ferragosto: tre risse in poche ore, un 19enne ricoverato con 30 giorni di prognosi, e una ventina di ragazzi soccorsi tra intossicazioni da alcol e coma etilico.
Le contromisure annunciate
Di fronte a questo quadro, il sindaco ha annunciato una serie di interventi: il potenziamento della videosorveglianza, il terzo turno per la Polizia Locale entro l’estate prossima, un più stretto coordinamento con Questura, Carabinieri e Guardia di Finanza, e un lavoro di prevenzione nelle scuole. Misure che, nel merito, condividiamo e che continueremo a seguire passo dopo passo per verificare che vengano davvero realizzate.
La domanda che resta senza risposta
Ma c’è un punto che merita di essere sollevato con altrettanta chiarezza. Mario Nugnes amministra Roseto degli Abruzzi da cinque anni. In tutto questo tempo, il tema della sicurezza cittadina – la videosorveglianza, il potenziamento degli organici della Polizia Locale, il turno notturno, il coordinamento strutturato con le altre forze dell’ordine – non è mai stato tra le priorità annunciate con questa urgenza. Le misure indicate ora arrivano a pochi mesi dalla fine della legislatura, dopo una sequenza di episodi che hanno portato il nome di Roseto sulle pagine di cronaca nera per settimane consecutive.
Ci si chiede legittimamente perché un’Amministrazione che governa dal 2021 scopra solo oggi, a ridosso delle elezioni, la necessità di rafforzare la sicurezza urbana. Se i problemi esistevano – e i fatti di queste settimane dimostrano che esistevano, e da tempo – la domanda che i cittadini rosetani hanno il diritto di porsi è semplice: perché aspettare la fine del mandato per intervenire?
Raccontare questi fatti, con nomi, numeri e fonti verificate, non è strumentalizzazione. È il compito che ci siamo dati fin dal primo giorno. E continueremo a farlo, chiedendo alle istituzioni non solo di annunciare, ma di spiegare perché certe risposte arrivano così tardi.











