«Se alla fine sono tutti pronti a stare insieme, perché i rosetani dovrebbero andare a votare?»: la “supercoalizione” per Nugnes

Roseto degli Abruzzi (TE) – Abbiamo il nuovo sindaco: Mario Nugnes (2027/2032).
È una provocazione, certo. Ma racconta bene ciò che sta prendendo forma a Roseto in vista della prossima campagna elettorale, dove una domanda viene quasi da sé: se alla fine sono tutti pronti a stare insieme, perché i rosetani dovrebbero prendersi la briga di andare a votare?
📢 Spazio Pubblicitario — Contattaci: radioroseto@gmail.com
Le elezioni servono, ovviamente, e saranno i cittadini a decidere chi amministrerà la città. Ma lo scenario che si sta delineando merita qualche domanda in più.
La «supercoalizione» raccontata da Il Centro
A parlarne per primo è stato Il Centro, in un articolo firmato da Luca Venanzi, secondo cui attorno al sindaco uscente starebbe prendendo forma una coalizione sempre più ampia, a vocazione rigorosamente civica: pochi simboli di partito, possibilmente nessuno, fatta eccezione per Azione. Una casa comune in cui potrebbero trovare posto gli attuali alleati, i gruppi che sostennero Nugnes nel 2021 e, forse, persino Alessandro Recchiuti con Progetto Roseto, dopo le divergenze avute in passato con il centrodestra.
Quello che fino a poco tempo fa sembrava politicamente improbabile potrebbe diventare realtà, perché in politica le porte sono sempre girevoli: ieri da una parte, oggi dall’altra, domani magari tutti insieme. Basta trovare la formula giusta, e a Roseto sembra sia stata trovata: civica, appunto.
Resta però un dubbio di fondo. Quando dentro un contenitore civico finiscono partiti, esponenti di partito e persone con storie politiche diverse, è lecito chiedersi se basti togliere un simbolo per trasformare davvero una coalizione politica in una coalizione di cittadini.
Le domande che dovrebbero contare davvero
Ma è materia per gli addetti ai lavori. Ai cittadini interessa altro: sono davvero soddisfatti? Tolti i giochi di alleanze, simboli e strategie elettorali, siamo sicuri che i rosetani siano felici di come sono stati amministrati questi cinque anni sotto Nugnes, Pavone e Sottanelli?
Sono sicuri sulla sicurezza in città? Sulla presenza della Polizia Municipale? Sul funzionamento delle telecamere pubbliche? Sullo stato delle strade? Sulla pulizia della città e dei cimiteri? Sono le domande che un cittadino si pone camminando ogni giorno per Roseto, eppure sembrano interessare la politica fino a un certo punto, troppo occupata a ricomporre equilibri e alleanze.
Dovrebbe essere questo, e non altro, il cuore della prossima campagna elettorale: non chi entra in una lista o chi lascia un partito per un gruppo civico, non chi vuole le primarie e chi no, ma come è stata amministrata Roseto in questi cinque anni. Cosa è stato fatto e cosa no. Cosa promesso e cosa realizzato. Perché costruire una supercoalizione è una cosa; convincere i rosetani che meriti di governare ancora è tutt’altra partita.
Il rischio di un voto già scritto
E qui il timore è che si vada al voto con l’esito quasi deciso in anticipo, con gli equilibri già fissati nei salotti della politica prima ancora che i cittadini possano esprimersi. Alle liste civiche, in questo schema, resterebbe il compito di far sembrare libera una scelta che libera, di fatto, rischia di non esserlo più di tanto: un voto ridotto a ratifica di accordi già presi, più che a una scelta reale.
Nel frattempo il centrodestra si divide
Mentre attorno a Nugnes si costruisce il grande contenitore civico, il centrodestra vive tutt’altro clima. La candidatura di Vanessa Quaranta ha reso ufficiale la spaccatura tra Fratelli d’Italia e Noi Moderati da una parte, Lega, Forza Italia e Udc dall’altra. Quaranta può contare, secondo Il Centro, anche sui gruppi civici Siamo Roseto, Forza Roseto, Per Vanessa Sindaco e Nuova Meta.
Lega, Forza Italia e Udc devono ora scegliere: presentare un proprio candidato o valutare altre strade, tra cui un possibile avvicinamento all’area di Nugnes. Con una complicazione non da poco: il sindaco uscente non vuole simboli di partito. Il messaggio, insomma, sembra essere: siete benvenuti, ma il simbolo lasciatelo all’ingresso, come in un guardaroba politico.
Anche il centrosinistra cerca la sua strada
Le incertezze non risparmiano nemmeno il centrosinistra. Il Pd deve ancora sciogliere i nodi sulla propria strategia, mentre dall’altra parte c’è l’area progressista che fa capo alla consigliera Rosaria Ciancaione, ai suoi gruppi civici, a Rifondazione Comunista e a parte di Avs e Movimento 5 Stelle. Ciancaione chiede le primarie, il Pd non sembra della stessa idea. Al momento i candidati ufficiali restano due, Mario Nugnes e Vanessa Quaranta, ma la partita è appena iniziata.
Torniamo alla domanda iniziale
Se la politica riesce a mettere insieme una supercoalizione, se ex avversari si ritrovano dalla stessa parte, se i partiti diventano civici lasciando semplicemente il simbolo a casa, e se alla fine tutti trovano posto nella stessa fotografia di gruppo, perché i rosetani dovrebbero andare a votare?
Scherzi a parte, dovrebbero farlo proprio perché la scelta spetta ai cittadini, non alle coalizioni. E qui arriva la domanda forse più importante di tutte: siamo davvero sicuri che, dopo cinque anni di amministrazione Nugnes-Pavone-Sottanelli, i rosetani siano così soddisfatti da voler semplicemente confermare l’esperienza? Non lo sappiamo, e non tocca a noi deciderlo. Lo diranno i cittadini con il voto.
Proprio per questo la prossima campagna elettorale dovrebbe concentrarsi meno sulle alchimie delle coalizioni e molto di più sui risultati amministrativi. Perché alla fine non si vota una fotografia di gruppo: si vota chi dovrà governare Roseto.
Prima di chiedersi quanti saranno i partiti, quante le liste, chi entrerà nella supercoalizione e chi resterà fuori, forse converrebbe chiedere ai rosetani una cosa molto più semplice: «Come state vivendo Roseto dopo questi cinque anni?». Se la risposta sarà entusiasta, Nugnes avrà un argomento fortissimo per chiedere il bis. Se sarà diversa, varrà la pena capire perché. E forse, solo a quel punto, si parlerà finalmente del vero protagonista di queste elezioni: Roseto e i rosetani.
Quanto ai soldi della campagna elettorale, la provocazione resta valida: se davvero riusciranno a mettersi tutti d’accordo, almeno quelli fateceli risparmiare. Potrebbero servire a qualcosa di concreto. Perché di liste, simboli e alleanze se ne può sempre discutere. Di una strada da sistemare o di un problema da risolvere, invece, i cittadini si accorgono ogni giorno.
#Roseto #MarioNugnes #VanessaQuaranta #Elezioni2027 #Editoriale #Abruzzo









