Violenza cieca: perché in pochi mesi quattro uomini sono stati massacrati per un nulla?
Fossacesia (CH) – Diomede Barchiesi, 50 anni, di Lanciano, lotta ancora tra la vita e la morte all’ospedale, dopo essere stato colpito con un pugno mentre cercava di proteggere i figli durante una lite scoppiata la notte tra sabato e domenica sul lungomare di Fossacesia. L’uomo era intervenuto solo per capire cosa stesse accadendo ai suoi ragazzi: in cambio ha ricevuto un colpo che lo ha fatto cadere a terra, procurandogli un grave trauma cranico.
Un filo che lega quattro tragedie
Il caso di Barchiesi si inserisce in una sequenza di episodi di violenza gratuita che, negli ultimi mesi, ha attraversato diverse regioni italiane, colpendo uomini che si trovavano semplicemente nel posto sbagliato al momento sbagliato, o che avevano solo cercato di intervenire per fermare una situazione fuori controllo.
📢 Spazio Pubblicitario — Contattaci: radioroseto@gmail.com
Massa: ucciso per aver rimproverato dei ragazzi
Lo scorso aprile, a Massa, Giacomo Bongiorni, 47 anni, aveva ripreso un gruppo di giovani troppo rumorosi. È morto dopo essere stato aggredito, davanti al figlio di undici anni. Le indagini hanno portato a cinque persone indagate per omicidio, tre delle quali minorenni.
Pinarella di Cervia: il pestaggio mortale fuori dalla discoteca
A luglio, sul litorale ravennate, Nicola Musiani, 53 anni, che viveva in un camper vicino a un locale di Pinarella di Cervia, è stato circondato e colpito da un gruppo di giovani con pugni, calci e sassate. È morto alcuni giorni dopo in ospedale. Cinque i responsabili individuati dagli inquirenti, alcuni ancora minorenni.
Calabria: morto un padre di quattro figli, guardia giurata per necessità
Pochi giorni fa, sulla costa tirrenica cosentina, è morto Antonio Perrotta, 34 anni, di Fuscaldo, operaio e padre di quattro figli che aveva iniziato a lavorare come addetto alla sicurezza in un locale per arrotondare lo stipendio. Aggredito brutalmente fuori dalla discoteca dove prestava servizio, è stato trasportato prima all’ospedale di Cetraro e poi trasferito in condizioni disperate al reparto di Rianimazione di Cosenza, dove non ce l’ha fatta. Sul caso indagano la Squadra Mobile di Cosenza e i Carabinieri della Compagnia di Paola.
Una domanda che resta aperta
Quattro uomini, quattro storie diverse, un unico tratto comune: nessuna rapina, nessun movente riconducibile a un conflitto pregresso. Solo violenza esplosa in pochi secondi, capace di spezzare vite e famiglie intere.
Una sequenza di episodi che interroga l’intero Paese sul crescente ricorso alla violenza, spesso da parte di giovanissimi, in contesti di normale quotidianità: una serata fuori, un rimprovero, un intervento a tutela dei propri figli.











