Turismo, l’Abruzzo accelera: a luglio presenze in crescita del 6,7%. Nei piccoli Comuni è boom del 10,9%
Abruzzo – L’estate turistica abruzzese corre più della media nazionale. A luglio le presenze nelle strutture ricettive della regione sono aumentate del 6,7% rispetto allo stesso mese del 2025, mentre nei primi sei mesi dell’anno la crescita ha raggiunto il 7,7% delle presenze e il 7,2% degli arrivi.
Il quadro nazionale
Il dato abruzzese emerge dal nuovo report del Ministero del Turismo sull’andamento del settore in Italia. A luglio 2026 il Paese ha registrato oltre 4 milioni di presenze in più e circa un milione di arrivi in più rispetto all’anno precedente, con un incremento complessivo del 4,4% per le presenze e del 4,5% per gli arrivi.
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A trainare la crescita sono soprattutto i turisti stranieri, con presenze internazionali in aumento del 6% contro il +2,3% della componente italiana.
L’Abruzzo tra le regioni più performanti
Con il suo +6,7% di presenze a luglio, l’Abruzzo entra nel gruppo delle regioni con gli incrementi più consistenti, insieme a Piemonte (+9,9%), Marche (+8,2%), Calabria e Friuli-Venezia Giulia (+7,8%), Lombardia (+6,4%) e Puglia (+6%).
Il boom dei piccoli Comuni
Il dato più significativo per la regione riguarda però i piccoli Comuni, dove le presenze sono cresciute del 10,9% nel primo semestre 2026, un incremento che colloca l’Abruzzo al secondo posto in Italia dopo la Calabria (+12,1%), davanti a Piemonte (+9,8%) e Sardegna (+6,9%).
Si tratta dei Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, territori sempre più centrali nelle strategie di diversificazione dell’offerta turistica nazionale. Secondo il Ministero, il dato racconta un turismo sempre più orientato alla scoperta dei territori meno conosciuti e alla costruzione di itinerari diffusi.
Il banco di prova di Ferragosto
Il report guarda anche alle prenotazioni per la settimana clou dell’estate. Nel periodo tra il 15 giugno e il 15 settembre, il tasso medio di saturazione delle strutture ricettive italiane raggiunge il 58,9%, superando Spagna (52,2%) e Francia (42,8%).
Nella settimana di Ferragosto, dal 10 al 16 agosto, la saturazione italiana sale al 65,4%, contro il 59,8% della Spagna e il 46,4% della Francia. La montagna raggiunge il tasso più alto (78,4%), seguita dal turismo balneare (74,3%), dalle destinazioni lacuali (71,9%) e da città d’arte e paesaggi culturali (56%), segmento quest’ultimo che segna l’incremento più importante rispetto al 2025.
Tariffe stabili nonostante la crescita
Nonostante l’aumento della domanda, le tariffe restano sostanzialmente stabili: nel periodo estivo la tariffa media italiana si attesta a 153,6 euro, in lieve calo dello 0,2% rispetto al 2025, mentre ad agosto il prezzo medio è di 160,8 euro.
Il ruolo delle sagre nei piccoli Comuni
Il report evidenzia anche l’importanza degli eventi locali: in Italia si organizzano circa 20mila sagre l’anno, capaci di richiamare 48 milioni di visitatori e generare un indotto economico stimato in 2,1 miliardi di euro, sostenendo circa 10.500 occupati.
Il commento del ministro Mazzi
Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha parlato di un’estate italiana da record. «Questi risultati ci rendono orgogliosi e sono frutto del lavoro di squadra del Governo Meloni con Regioni, operatori e associazioni», ha dichiarato Mazzi, sottolineando le politiche rivolte a «digitalizzazione, destagionalizzazione, accessibilità e promozione».
Il ministro ha aggiunto: «Oggi l’Italia è percepita dai turisti come la destinazione europea più sicura e questo ci rende ancora più competitivi», precisando inoltre che la crescita non sarebbe limitata ai mesi estivi: «Il nostro turismo lavora dodici mesi l’anno».
Per l’Abruzzo, dopo un primo semestre cresciuto più della media nazionale, la sfida ora è trasformare l’aumento dei flussi in permanenza e spesa stabile sul territorio, soprattutto nei piccoli Comuni e nelle aree interne.











