Roseto, interrogato in carcere il 22enne: il Gip si prende 48 ore per decidere sulla convalida

Roseto degli Abruzzi (TE) – Si è svolto oggi pomeriggio, alle 15, all’interno del carcere di Castrogno, l’interrogatorio del 22enne arrestato nell’ambito dell’inchiesta sul presunto sequestro di persona avvenuto a Roseto degli Abruzzi. Il giovane è comparso davanti al Gip del Tribunale di Teramo, Roberto Veneziano, nell’ambito dell’udienza per la convalida dell’arresto. Si tratta, va precisato, di una persona indagata e quindi presunta innocente fino a eventuale sentenza definitiva.
Il Gip si riserva 48 ore
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Il giudice, al termine dell’interrogatorio, si è riservato 48 ore per decidere sulla convalida dell’arresto. La decisione non è stata dunque ancora assunta e si attende ora il provvedimento del Gip.
La facoltà di non rispondere
Il 22enne, assistito dagli avvocati Bruno Gallo, del foro di Pescara, ed Erika Sulpizio, di Roseto e del foro di Teramo, durante l’interrogatorio ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Una scelta legata, secondo quanto spiegato dai difensori, anche alla necessità di poter acquisire e analizzare il compendio probatorio dell’inchiesta. A rendere noto quanto accaduto sono stati gli stessi legali, che hanno precisato come il loro assistito, pur scegliendo di non rispondere alle domande del Gip, si dichiari estraneo alle ipotesi di reato che gli vengono contestate e respinga ogni responsabilità.
Un passaggio decisivo sul piano giudiziario
L’udienza di oggi rappresenta un primo passaggio decisivo sul piano giudiziario. Il Gip dovrà ora valutare gli elementi raccolti dalla Procura e dai Carabinieri e decidere se convalidare o meno l’arresto, oltre agli eventuali provvedimenti sulla misura cautelare.
I precedenti dell’inchiesta
Il 22enne è uno dei due giovani arrestati dopo l’intervento dei Carabinieri in un’abitazione di Roseto. L’indagine era partita dalla denuncia dei familiari di un giovane che aveva riferito di essere stato trattenuto contro la propria volontà, con una richiesta di 30mila euro per la sua liberazione. Durante la perquisizione dell’abitazione erano stati sequestrati 1,760 chili di hashish, 4 chili di marijuana e 84 grammi di cocaina, oltre a una pistola a salve priva del tappo rosso, denaro e materiale per il confezionamento della droga. Le accuse contestate riguardano, a vario titolo, sequestro di persona a scopo di estorsione, tentata estorsione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
I prossimi passaggi
Ora saranno le valutazioni del Gip Veneziano a stabilire i prossimi passaggi giudiziari. Le 48 ore concesse per la decisione diventano quindi decisive per la posizione del 22enne, mentre la Procura prosegue gli accertamenti per ricostruire l’intera vicenda e chiarire il ruolo dei diversi soggetti coinvolti.










