I bambini del bosco tornano a Palmoli: dopo dieci mesi gli incontri con i genitori si spostano nella casa di famiglia

Casolare di famiglia a Palmoli, meta del ricongiungimento dei tre bambini

Palmoli (CH) – Per la prima volta dopo dieci mesi i tre bambini della famiglia del bosco potranno tornare a Palmoli, nella casa dove hanno vissuto con i genitori e dove sono cresciuti a contatto con la natura e con gli animali. Non si tratta di un rientro definitivo nella loro abitazione, ma di una nuova fase del percorso di ricongiungimento familiare stabilito dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che prevede un progressivo ampliamento degli incontri con mamma e papà.

La notizia si apprende dal quotidiano Il Centro.

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L’incontro di Monteodorisio

Il nuovo regime è stato definito ieri a Monteodorisio, al termine di un incontro tra i professionisti e le figure istituzionali che seguono la vicenda: l’avvocato dei genitori Simone Pillon, la curatrice speciale Marika Bolognese, la tutrice Maria Luisa Palladino e la nuova assistente sociale Giuseppina Tittaferrante, che seguirà il caso insieme a Veruska D’Angelo, attualmente assente e coinvolta in un procedimento disciplinare.

Il ritorno a Palmoli fino a ottobre

La novità principale riguarda proprio Palmoli. Fino alla fine di ottobre, i tre bambini, attualmente ospitati in una comunità di Vasto, potranno incontrare i genitori anche all’esterno della struttura e, soprattutto, potranno tornare per alcune ore nel casolare di famiglia, anche in relazione alla volontà espressa dagli stessi bambini di rivedere casa e animali.

«I tempi degli incontri come oggi previsti sono stati leggermente incrementati e la settimana entrante, dopo 10 mesi, i bambini potranno finalmente tornare a Palmoli, sia pure per poche ore, nei giorni antecedenti l’inizio della scuola, e questa è comunque una bella notizia», ha spiegato Pillon.

Il nodo della scuola pubblica

La nuova organizzazione dovrà tenere conto anche dell’inizio della scuola pubblica: da lunedì i tre fratellini frequenteranno un istituto nei dintorni della comunità di Vasto, a tempo pieno dalle 8 alle 16. Resta la difficoltà di conciliare gli impegni scolastici con gli incontri a Palmoli, che dista circa quaranta minuti d’auto.

«Confronto costruttivo» tra le parti

Secondo la difesa, il confronto di ieri si è svolto in un clima di «confronto costruttivo». «I genitori hanno spiegato le loro preoccupazioni finalizzate a prevenire lo stress e il trauma per i bambini e hanno illustrato il loro stile educativo e le loro modalità di dialogo coi figli, che sono state a volte male interpretate», ha riferito Pillon. Sarebbero inoltre arrivate rassicurazioni sugli accertamenti sanitari in corso e sul coinvolgimento dell’équipe di Neuropsichiatria infantile nel percorso scolastico.

Le prossime tappe: weekend e pernottamenti da novembre

Il percorso previsto dall’ordinanza potrebbe proseguire con un ulteriore ampliamento: da novembre, se le condizioni verranno rispettate, i bambini potrebbero tornare a Palmoli anche nei fine settimana, fino a trascorrere la notte con i genitori. Resta aperta la questione scolastica: un eventuale rientro stabile comporterebbe un lungo viaggio quotidiano, mentre l’alternativa – la scuola di Castiglione Messer Raimondo – richiederebbe l’inserimento in una nuova classe.

Il reclamo alla Corte d’Appello

Parallelamente, la vicenda prosegue sul piano giudiziario: la difesa non ha condiviso alcuni punti dell’ultima ordinanza e oggi l’avvocato Pillon presenterà reclamo alla Corte d’Appello. La famiglia chiedeva un ricongiungimento immediato o, in alternativa, di proseguire con l’istruzione parentale, progetto che prevedeva il coinvolgimento di due docenti e una classe con altri bambini della comunità di Palmoli. I giudici minorili hanno invece ritenuto tale modalità non sufficiente a garantire il diritto dei minori all’istruzione e alla socializzazione, una valutazione contestata dalla difesa.

Le preoccupazioni dello psichiatra Cantelmi

Sul punto è intervenuto anche lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente dei genitori, che ha espresso preoccupazione per le possibili conseguenze del percorso scolastico, in particolare per l’inserimento in una classe già formata, anche alla luce dell’attenzione mediatica che ha accompagnato il caso.

Intanto il percorso stabilito dai giudici entra in una nuova fase: i tre bambini potranno tornare nella loro casa di Palmoli per alcune ore con i genitori, un passaggio ancora limitato ma che rappresenta una novità concreta nel lungo percorso verso l’eventuale ricomposizione del nucleo familiare.


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