Due anni di mistero sul Gran Sasso: che fine ha fatto Giorgio?

Pineto (TE) – «Non mi arrenderò mai». Lo aveva detto la sorella di Giorgio Lanciotti lo scorso anno, quando ormai era trascorso quasi un anno dalla scomparsa del fratello. Oggi, a quasi due anni da quel 21 settembre 2024, quella promessa è ancora lì, così come resta senza risposta la domanda che da allora accompagna la famiglia: che fine ha fatto Giorgio?
L’ultima foto sulla vetta
Aveva 35 anni quando è scomparso, oggi ne avrebbe 37. Quel giorno era salito sul Gran Sasso per un’escursione e aveva raggiunto la vetta del Corno Grande. Un video pubblicato sui social lo aveva immortalato davanti alla croce della cima. Poi più nulla. Da quel momento di Giorgio Lanciotti, rosetano residente a Pineto, non si è avuta più alcuna notizia.
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Un mistero che resiste al tempo
Il mistero, con il passare dei mesi, non è stato scalfito nemmeno dall’incessante passaggio di escursionisti sul massiccio. Anche durante l’estate appena trascorsa, con migliaia di persone che hanno percorso sentieri, creste e valloni del Gran Sasso, non è emerso alcun elemento capace di indicare dove possa trovarsi il 37enne. Sono domande che continuano a restare sospese sulla montagna e alle quali familiari e amici cercano ancora una risposta. La speranza, nonostante il tempo trascorso, non è mai venuta meno.
Le ricerche ufficiali e il loro epilogo
Le ricerche ufficiali erano andate avanti per settimane dopo la scomparsa, coinvolgendo Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino, Guardia di Finanza e Carabinieri. Squadre specializzate avevano perlustrato sentieri, canaloni e zone particolarmente impervie del massiccio, arrivando anche nelle aree più difficili del Paretone, sia sul versante teramano sia su quello aquilano. In campo erano stati utilizzati anche elicotteri e droni per sorvolare le zone non facilmente raggiungibili da terra. Le operazioni ufficiali erano state poi sospese nel novembre 2024, con l’arrivo della stagione invernale e il peggioramento delle condizioni in quota.
Le ricerche volontarie non si sono mai fermate
Ma la ricerca di Giorgio non si è fermata. Nel giugno dello scorso anno il decano delle guide alpine teramane, Pasquale Iannetti, aveva rilanciato le ricerche volontarie sul Gran Sasso insieme a un gruppo di escursionisti esperti. Le perlustrazioni avevano interessato diverse aree del massiccio, osservate sia dall’alto sia dal basso, nel tentativo di individuare anche il più piccolo elemento utile.
Chi è Giorgio Lanciotti
Giorgio, titolare di un centro revisioni per auto e moto a Scerne di Pineto, era un grande appassionato di montagna e di vela. La sua auto era stata trovata nel settembre del 2024 nei pressi del campeggio, lungo la strada che conduce a Cima Alta. Da lì aveva iniziato la sua escursione verso la Madonnina, per poi raggiungere il rifugio Franchetti e quindi la vetta del Corno Grande. Quello è l’ultimo punto certo della sua presenza sul Gran Sasso.
L’appello di amici e familiari, e il caso a “Chi l’ha visto?”
Da allora amici e familiari non hanno mai smesso di mantenere alta l’attenzione sulla sua scomparsa. Sono stati affissi messaggi lungo alcuni dei sentieri più frequentati, rivolti agli escursionisti che continuano a salire sul massiccio. L’appello era semplice e diretto: prestare attenzione a tutto ciò che si incontra durante le escursioni, perché anche un particolare apparentemente insignificante potrebbe rivelarsi importante per ricostruire gli ultimi momenti di Giorgio. Della sua scomparsa si è occupata anche la trasmissione Rai “Chi l’ha visto?”, contribuendo a mantenere accesi i riflettori su una vicenda che, dopo quasi due anni, continua a essere avvolta dal mistero.
Il tempo passa, le stagioni si susseguono e il Gran Sasso continua a essere percorso ogni anno da migliaia di escursionisti. Ma di Giorgio Lanciotti ancora nessuna traccia. La promessa della sorella resta quindi attuale: «Non mi arrenderò mai». E insieme a quella promessa rimane una domanda che nessuno, fino a oggi, è riuscito a cancellare: che fine ha fatto Giorgio?








